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lunedì 3 ottobre 2016

GBP, too big to fail



L'ottima ed interessante video analisi di Michele Badea con validissimi spunti operativi

domenica 2 ottobre 2016

Procedure Brexit al via entro marzo 2017 secondo la May

http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/02/news/brexit_may_procedure_al_via_prima_delle_elezioni_tedesche-148924941/

Quorum non raggiunto in Ungheria

http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/02/news/ungheria_il_referendum_non_raggiunge_il_quorum-148970801/

FXCM: L'utilizzo dell'indicatore MACD - Davide Marone



A mio avviso non è uno degli indicatori migliori ma se abbinato all'Ichimoku può essere davvero efficace...

L'indicatore MACD - Teoria e pratica

Ungheria al voto sui migranti, alle 15 affluenza al 30,66%

Ungheria al voto sui migranti, alle 15 affluenza al 30,66%: Su Sky TG24 l'articolo su 'Ungheria al voto sui migranti, alle 15 affluenza al 30,66%'.

Affluenza bassa alle urne

http://www.corriere.it/esteri/16_ottobre_02/referendum-ungheria-premier-orban-se-vince-no-ci-saranno-conseguenze-anche-senza-quorum-b71f27e2-8890-11e6-b4f3-799d61076f6b.shtml

«È sempre meglio un referendum valido di uno non valido: ma conseguenze giuridiche ci saranno in ogni caso. L’importante è che i No siano la maggioranza», ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orbán appena dopo essersi recato alle urne per votare sulla consultazione popolare riguardo alle quote di redistribuzione dei richiedenti asilo all’interno dell’Ue. Intanto arrivano i primi dati sull’affluenza. Dalle sei del mattino alle 11, ha votato il 16,37 per cento degli 8,3 milioni di cittadini aventi diritto. Lo scarso risultato sembra confermare le previsioni che il quorum non verrà raggiunto e quindi il 50 per cento non superato. Ma ci si aspetta una secca vittoria di risposte negative, che potrebbero arrivare all’80 per cento


La crescita economica ungherese è stata moderata a partire dalla crisi finanziaria del 2008, ma dal 2014 si osserva una crescita piu’ sostenuta.  Alla formazione del PIL contribuiscono l’agricoltura per il 3,4%, l’industria per il 31,1% e i servizi per il 65,5%. Tali settori occupano rispettivamente il 5, il 30 ed il 65% della forza lavoro. La principale risorsa naturale del Paese è costituita dalla terra che per il 75% è arabile; il sottosuolo non dispone di risorse rilevanti fatta eccezione per la bauxite. Sono presenti inoltre numerose sorgenti calde che potrebbero essere sfruttate per la produzione di energia  geotermica. L’industria più importante è quella automobilistica che contribuisce per il 20% all’intera produzione industriale, seguita dall’industria chimica (plastica e farmaceutica), mentre hanno perso di importanza quella mineraria, metallurgica e tessile. L’industria alimentare ha un peso determinante e contribuisce per il 14% alla produzione industriale e per il 7-8% all’export. L’Ungheria è una localizzazione particolarmente prescelta in Europa centrale per gli investimenti esteri nel settore automotive: sono infatti presenti  la General Motors (Szentgotthárd), la Magyar Suzuki (Esztergom), la Mercedes-Benz (Kecskemét) e l’Audi (Győr).
Tra i principali obiettivi di politica economica del Governo figurano da una parte la riduzione delle tariffe delle "utilities", l’aumento dell’occupazione e il sostegno alla crescita, dall’altra la necessità di contenere il deficit ed il debito pubblico. A sostegno delle famiglie è stato varato il programma di “alleggerimento del debito” che ha imposto alle banche la conversione dei mutui in valuta. Con sentenza della Corte Suprema, le banche hanno dovuto risarcire i loro clienti per il tasso di cambio applicato e il tasso di interesse, ritenuti non corretti. Tale operazione ha ridotto la liquidità degli istituti di credito e con questo la loro capacità di erogare prestiti, soprattutto alle imprese.  A seguito del MoU  firmato a febbraio 2014 con la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo, il Governo, a partire dal 2016,  ha diminuito la tassazione a carico del sistema bancario e un’ulteriore riduzione é prevista per il 2017. Si è inoltre impegnato a cedere entro tre anni le proprie quote di partecipazione negli istituti di credito ed a migliorare il quadro regolamentare. Continua comunque a diminuire l’indebitamento del settore privato, nonostante il programma di sostegno alle PMI della Banca Centrale, ma la riduzione del prelievo fiscale a carico del sistema bancario dovrebbe incidere positivamente sul credito alle imprese.
L’alto indebitamento del Paese costituisce una fonte di fragilità per l’economia e, per arginare tale rischio,  il Governo ha lanciato una campagna per l’acquisto di titoli del debito pubblico sul mercato domestico. La quota di debito in valuta estera ammonta a circa il 40% del debito complessivo. Anche la stabilità del fiorino è legata all’andamento del debito e tra le valute emergenti é tra quelle che maggiormente risentono della volatilità dei mercati finanziari. La bilancia commerciale è in attivo nonostante in termini di volumi tra il 2009 ed il 2013 l’export sia diminuito del 19%. La domanda interna ed i trasferimenti dei Fondi comunitari dovrebbero rimanere il principale motore della crescita economica per il prossimo biennio, ma con uno spostamento da investimenti a consumi privati. L’inflazione si è sempre mantenuta bassa negli ultimi anni grazie alla diminuzione delle tariffe delle "utilities" e, da ultimo, del prezzo del petrolio. La Banca Nazionale in virtù del basso tasso di inflazione ha allentato le condizioni monetarie portando il tasso di sconto da 1,05% a 0,9% a maggio 2016.

Grafico daily EURHUF




Anche in questo caso il cross valutario derivato EURHUF si muove all'interno di un trading range abbastanza ampio e regolare con un'accelerazioni ribassista di fondo accentuata negli ultimi mesi. Anche qui peso rilevante del referendum sull'immigrazione con l'Euro molto più coinvolta rispetto al dollaro contro il quale si sta anche indebolendo recentemente. Attualmente per un euro ci vogliono 307,82 fiorini ungheresi all'interno di un canale che trova il suo massimo a 318,36 ed  il minimo a 305,33. Una resistenza importante di breve è posizionata a 310,23 e da qui penso che con il risultato di domenica potrebbe innescarsi una fase ribassista piuttosto importante che potrebbe andare a testare il supporto chiave aprendo scenari molto interessanti. Ma anche l'incertezza generale potrebbe ristagnare questo cross all'interno di una certa lateralità meno evidente rispetto al cambio UsdHuf. 





Grafico daily USDHUF





Il cambio USDHUF arriva da un movimento di fondo ribassista nel corso di questo 2016, tuttavia si è andato ad inserire in un canale piuttosto ampio ma regolare nel corso dell'annata con valori compresi fra i 288,61 ed 269,28,  rispettivamente massimi e minimi di periodo. Attualmente ci troviamo ad un valore di 274,09, ovvero per un dollaro americano servono esattamente questo numero di fiorini ungheresi. La spinta verso livelli intermedi rialzisti quali ad esempio 277,88 e 280,27 non sembra troppo convinta vista anche la situazione attuale con l'esito del referendum sulle quote immigrazione assegnate dall'UE che incombe sul paese. Anche se parliamo di una situazione simile a Brexit, i risvolti a mio avviso sono indifferenti perchè se da una parte il NO rafforzerebbe la posizione di Orban e genererebbe nuovi timori a Bruxelles, dall'altra una sconfitta del premier ungherese a livello mediatico getterebbe ombre anche su di lui e sul futuro politico del paese che su questo tema appare piuttosto in subbuglio. A mio avviso l'eventuale riscontro positivo del referendum anti immigrazione potrebbe dare ancora di più una spinta al trend di fondo ribassista di questa coppia valutaria andando a sfidare la trend line di breve in zona 272, per poi spingersi fino al break out del canale in zona 269,28 ma fra i problemi di quorum e l'incertezza generale, potrebbero mantenere quella sorta di lateralità che va avanti da mesi senza oscillazioni particolari.